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I dati del Viminale. La Spezia, arresto convalidato. Protesta davanti alla scuola

Non entra quasi nessuno all'istituto Einaudi Chiodo di La Spezia il primo giorno di scuola dopo l'uccisione di Abanoub Youssef, accoltellato in classe da un compagno. Gli studenti si ritrovano all'ingresso per protestare: striscioni, lacrimogeni, slogan. Per urlare il loro dolore e la loro rabbia contro una tragedia che, secondo loro, si poteva evitare: "Siete tutti complici". Perché non era la prima volta che Zouhair Atif si presentava a scuola armato.

Sono centinaia, in tanti arrivano da altre scuole, chiedono giustizia, più sicurezza. La tensione è alta, dopo le proteste sfilano in corteo per le strade della città, raggiungono il Tribunale proprio nelle ore in cui il 19enne viene interrogato. Dice che non voleva uccidere, che aveva acquistato il coltello in un negozio cinese per difendersi, perché si sentiva minacciato. I magistrati gli contestano l'omicidio con l'aggravante dei futili motivi, per il momento senza quella della premeditazione.