Mentre le relazioni tra gli Stati Uniti e i loro alleati europei sono sempre di più all'insegna della tensione, i laboratori di intelligenza artificiale di tutto il continente sono alla ricerca di modi creativi per colmare il divario con i rivali americani che finora hanno dominato il campo.

Salvo rare eccezioni, le aziende statunitensi superano quelle europee in tutta la filiera dell'AI, dalla progettazione e produzione di processori alla capacità dei data center, passando ovviamente per lo sviluppo di modelli e applicazioni. Ma gli Stati Uniti si sono accaparrati anche una quota massiccia degli investimenti che stanno confluendo nel settore, come dimostrano le performance in borsa dello scorso anno dei titoli nazionali e la crescita economica della superpotenza.

In alcuni ambienti la convinzione è che i leader statunitensi dell'intelligenza artificiale – Nvidia, Google, Meta, OpenAI e Anthropic, tra gli altri – abbiano ormai guadagnato una posizione tale che per le nazioni europee affrancarsi dalla dipendenza dall'AI americana sia ormai impossibile, proprio come avviene per i servizi cloud. All'inizio di gennaio, il capo dell'autorità belga per la sicurezza informatica ha dichiarato al Financial Times che l'Europa ha "perso internet" e dovrebbe accettare di avere una certa dipendenza dalle infrastrutture statunitensi.