Bruxelles, 19 gen. (askanews) – Per rispondere alle nuove minacce di ulteriori dazi di Donald Trump, contro la Danimarca, e gli altri paesi europei che hanno inviato delle missioni militari simboliche in Groenlandia per dimostrare la loro solidarietà contro le pretese di annessione dell’Isola da parte del presidente americano, l’Ue ha diverse opzioni sul tavolo: dalle contromisure di difesa commerciale, a cominciare da quelle che erano già state approntate l’anno scorso (prevedendo di attivarle nel caso in cui non si fosse arrivati a un accordo con gli Usa sui nuovi dazi, allo ‘Strumento anti-coercizione’, un nuovo regolamento del 2023 che che non è mai stato usato da allora, e che potrebbe bloccare non solo le importazioni di merci americane, ma anche i servizi (inclusi quelli delle piattaforme digitali) gli investimenti e la partecipazione negli appalti dell’Unione europea da parte delle società Usa.
La lista di prodotti importati dagli Usa che la Commissione aveva preparato l’anno scorso comporterebbe l’imposizione di dazi per un valore di circa 93 miliardi di euro. L’avvertimento inviato all’Amministrazione Usa sulla possibile riattivazione di queste contromisure è, per ora, l’opzione privilegiata da parte della Commissione europea e della maggioranza degli Stati membri, come è emerso dalla riunione d’emergenza del Coreper (il Comitato permanente degli Stati membri presso l’Ue, che prepara a livello tecnico la riunioni ministeriali del Consiglio), ieri pomeriggio a Bruxelles. La riattivazione avverrebbe automaticamente, il 7 febbraio (una settimana dopo l’eventuale imposizione della prima tranche dei nuovi dazi annunciati da Trump contro i paesi europei solidali con la Groenlandia), se la Commissione non prendesse una decisione specifica per annullarle, dopo averle temporaneamente sospese fino al 6 febbraio.










