Doveva essere il “de profundis”, e invece. Invece i grifoni della Sardegna, che a inizio 2010 erano sull’orlo dell’estinzione - relegati a una colonia di appena 40 esemplari a Bosa, nella costa occidentale del centro-nord dell’isola - sono tornati. Raccontando una delle più straordinarie storie di successo conservazionistico su scala nazionale: è bastato, si fa per dire, mitigare le minacce che avevano decimato la popolazione per registrare un trend di crescita imponente, che oggi vede sempre più presente, a queste latitudini, il grande avvoltoio reale: Gyps fulvus il nome scientifico del rapace che si nutre di carcasse e predilige ambienti montani.L’ultimo censimento, appena diffuso, parta di una popolazione che oscilla da 516 a 566 individui, con un incremento del 21,03% rispetto al 2024 e un areale di distribuzione molto più vasto. Ce n’è abbastanza, insomma, per considerare raggiunti alcuni degli obiettivi del progetto Life Safe for Vultures, che nei mesi scorsi ha condotto il più grande censimento ornitologico in simultanea mai fatto su un’isola che al grifone, però, si dedica da cinquant’anni esatti. L’ultimo report conferma la crescita della specie e il suo radicamento nelle aree su cui si concentrano le azioni principali, come il sud e il centro Sardegna, per favorire il ritorno del grifone a distanza di decenni dalla sua estinzione.