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19 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:39
“Il ruolo morale degli Stati Uniti d’America nell’affrontare il male nel mondo e nel costruire una pace giusta è ridotto a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e le politiche distruttive“. È l’affondo di tre cardinali statunitensi che, in un’insolita dichiarazione congiunta, criticano apertamente la politica estera aggressiva del presidente Donald Trump. La dichiarazione – rilanciata dai media Vaticani Osservatore Romano e Vatican News – è sottoscritta dall’arcivescovo di Chicago, Blase Joseph Cupich, dall’arcivescovo di Washington, Robert McElroy, e da quello di Newark, Joseph William Tobin. Prende spunto dal fatto che, nel nuovo anno “gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell’America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda” citando anche “gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia“, che “hanno sollevato questioni fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace“.
In questo senso, i tre porporati sottolineano come “il bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati”. Di più, “il ruolo morale degli Stati Uniti d’America nell’affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e nel sostenere la libertà religiosa è sotto esame – proseguono – e la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive”. Nel testo i tre cardinali valutano l’azione internazionale degli Stati Uniti alla luce dei principi espressi da Papa Leone XIV nel discorso al Corpo diplomatico del 9 gennaio scorso. In particolare, viene citato il passaggio in cui il Pontefice afferma che “la debolezza del multilateralismo è motivo di particolare preoccupazione” e che “una diplomazia che promuove il dialogo e cerca il consenso tra tutte le parti viene sostituita da una diplomazia basata sulla forza, da parte di individui o gruppi di alleati” perché “la guerra è tornata di moda e si sta diffondendo lo zelo bellico”.






