Dopo aver ucciso la moglie, Claudio Agostino Carlomagno avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo, per "ostacolarne il riconoscimento".

Il terribile dettaglio emerge dal decreto di fermo dell'uomo, accusato di omicidio aggravato e occultamento del cadavere di Federica Torzullo, trovata sepolta ieri mattina in un canneto alle spalle della sua azienda ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Un omicidio che gli inquirenti non esitano a definire di "particolare ferocia".

Per i pm di Civitavecchia, inoltre, Carlomagno era pronto a fuggire e a far perdere le proprie tracce ritenendo che "la gravità dei fatti commessi" e quanto compiuto per "dissimulare le proprie condotte, evidenziano la capacità di organizzarsi e quindi potenzialmente anche la capacità di mettere in essere quanto utile a rendere effettiva la latitanza".

Nel provvedimento viene anche spiegato che sono state trovate tracce sui suoi abiti da lavoro, ritrovati all'interno di una asciugatrice, "segno del fatto che erano stati lavati". Inoltre, si ipotizza che, abbia usato lui il cellulare della moglie dopo l'omicidio per depistare gli investigatori. L'ultimo scambio di messaggi tra il cellulare di Federica e la madre risalirebbe alla mattina di venerdì 9 gennaio tra le 7.55 e le 8.05, ossia quando si ritiene che la quarantunenne fosse già morta.