Carlomagno era già indagato per omicidio e gli inquirenti avevano definito la sua versione «contraddittoria e illogica», repertando tracce di sangue «dappertutto» e lanciando un invito «a chi si è reso responsabile del grave fatto» a «collaborare». «So che era sua intenzione recarsi autonomamente in caserma, ma fondamentalmente è stato arrestato prima», ha dichiarato l’avvocato Andrea Miroli, legale di Carlomagno, che il giorno dopo la scomparsa della moglie aveva denunciato la sua scomparsa facendo partire le ricerche da parte di carabinieri e vigili del fuoco. Nel corso dei giorni le indagini, coordinate dalla Procura di Civitavecchia guidata dal procuratore Alberto Liguori, erano state estese anche al lago di Bracciano e avevano acquisito la testimonianza di un collega del marito di Torzullo che lo aveva visto lavare il camion nei giorni successivi alla scomparsa.