Dopo aver contestato nei giorni scorsi la nuova variante al piano urbanistico del Comune, gli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti tornano a far sentire la propria voce. E si dicono pronti a consegnare alla stampa tutto il carteggio degli ultimi tempi con Palazzo d'Accursio. Lettere che gli Ordini hanno inviato all'area tecnica del Comune "senza ricevere alcuna risposta". Con questa finalità ingegneri e architetti hanno convocato una conferenza stampa "alla luce del botta e risposta a mezzo stampa di questi giorni con l'assessore Raffaele Laudani". L'obiettivo dei due ordini professionali è appunto "chiarire alla cittadinanza il loro ruolo e la volontà di ripristinare un dialogo concreto con l'amministrazione comunale a beneficio di cittadini e cittadine, per partecipare in modo attivo e fornendo utili contributi per la trasformazione della nostra città". Sarà inoltre respinta "fermamente ogni supposizione di interferenza politica o legami con le opposizioni".

Intanto, in apertura della seduta del consiglio comunale di oggi, Coalizione civica difende la variante al Pug. La consigliera Simona Larghetti la definisce "una scelta di responsabilità per governare il futuro della città" e sottolinea come i suoi contenuti "non sono improvvisi né inattesi, ma fanno parte di un dibattito pubblico aperto da tempo", perché legati in parte alle osservazioni alla prima variante. Temi come il consumo di suolo, sicurezza idraulica, emergenza abitativa, affitti brevi turistici e trasformazioni urbane "possono essere affrontate solo attraverso strumenti di pianificazione di medio-lungo periodo", afferma Larghetti. Per questo si è scelto di "applicare la clausola di salvaguardia", afferma la consigliera di coalizione civica, una "decisione politica consapevole. Senza la clausola di salvaguardia, spiega Larghetti, si sarebbe prodotta "una forte accelerazione delle trasformazioni in una fase delicata, con il rischio di compromettere gli obiettivi di governo del territorio". Con gli Ordini professionali, aggiunge la consigliera, il confronto "c'è stato e continua a esserci". La seconda variante, ad esempio, "richiama l'obbligo dei concorsi di progettazione, una richiesta storica dell'ordine degli architetti, su cui si sono svolti incontri specifici". Secondo larghetti, invece, "desta preoccupazione la posizione delle opposizioni. L'assenza di regole non è neutralità: favorisce sempre i più forti e penalizza chi non ha alternative. Contestare le misure ambientali, rifiutare le quote di edilizia sociale e opporsi alle norme sul rischio idraulico significa alimentare una contraddizione evidente, che rischia di scaricare i costi delle scelte mancate proprio sulle persone più fragili". In questo senso, avverte larghetti, "la politicizzazione del confronto non giova a nessuno".Sempre in aula, il dem Mazzanti sbotta: "è due anni che parliamo di questa cosa con tutti, oggi si dice che non c'è stato ascolto. Chi non è stato ascoltato? forse un muro. Mi auguro che la variante passi presto". Resta contraria invece l’opposizione a cui dà voce la capogruppo FdI, Francesca Scarano, che ricorda come "la legge regionale rende obbligatoria la consultazione con gli ordini, non l'imposizione o la comunicazione 10 giorni prima il voto".