Con più di dieci milioni di copie vendute, Franck Thilliez, 52 anni, è nella top five degli autori francesi più letti. Un successo costruito un libro dopo l’altro, puntando sulle emozioni e una scrittura a tinte forti, lontana anni luce dalla gran parte del giallo italiano che predilige toni farseschi e trame alla camomilla nutrite a suon di stereotipi. Thilliez, invece, spinge sin dalla prima pagina e a diciott’anni di distanza dalla sua prima traduzione, sta per tornare in libreria Treno infernale per l’Angelo Rosso (Fazi editore da domani, pp.396, euro 19,50, traduzione di Daniela De Lorenzo), in cui ritroviamo il suo personaggio più riuscito, il commissario Franck Sharko.
Il romanzo inaugura la saga del commissario (già apprezzato nel recente 1991), testo fondativo di un universo narrativo in cui scienza, crimine e psicologia si intrecciano senza confini, in cui la paura diventa il cuore pulsante di una trama piena di sfaccettature e personaggi.
L’ingresso in scena di Sharko è traumatico: sua moglie Suzanne è scomparsa da sei mesi senza lasciare nessuna traccia, lasciandosi dietro un’assenza che è presto divenuta ossessione. Per non impazzire e non venire inghiottito dai dubbi, il commissario rientra in servizio ma si trova davanti a una scena del crimine agghiacciante: una donna sospesa a mezz’aria, mutilata e ricomon più di dieci milioni di copie vendute, Franck Thilposta in una posa innaturale. Bastano poche pagine per dichiarare il suo stile: Thilliez non accompagna il lettore, lo getta subito nel caos. Nella nota che apre il libro e accompagna questa nuova edizione, l’autore racconta l’origine del suo personaggio: Sharko è un poliziotto lontano da qualsiasi archetipo eroico, non è invincibile, né rassicurante, è un uomo segnato dal dolore, logorato dal dubbio, costantemente in bilico. È un poliziotto duro che combatte i cattivi, un personaggio sull’orlo del baratro, la cui fragilità diventa, paradossalmente, il suo punto di forza e così facendo, il lettore condivide le ossessioni di Sharko, accompagnandolo in una discesa negli inferi.






