La mattina del 23 luglio del 1993 è una data drammatica per l'Italia: è il giorno in cui Raul Gardini si è tolto la vita, il momento più tragico nell'epopea noir di Tangentopoli, della finanza e dell'industria italiana non solo degli anni Novanta. Un grande, controverso protagonista della vita pubblica che con un gesto estremo da una parte spezzò l'inchiesta sulle mazzette e dall'altra, secondo molti, contribuì a raffreddare gli entusiasmi popolari intorno al team di Mani Pulite e sui metodi spicci utilizzati dagli inquirenti per far confessare gli inquisiti.
La morte di Gardini è stata accompagnata per oltre 30 anni dal sospetto che non si fosse trattato di un suicidio ma di una messinscena, visto che la pistola usata dall'imprenditore e manager ravennate non era stata ritrovata vicino al corpo. Ora, intervistato da Aldo Cazzullo per la prossima puntata di Una giornata particolare su La7, è proprio Antonio Di Pietro, il pm che avrebbe dovuto interrogarlo poche ore dopo, a sciogliere il mistero con una confessione clamorosa.
IN ONDA, LA FURIA DI ANTONIO DI PIETRO: "NON MI PARLI COSÌ!"
«Dobbiamo distinguere la riforma della magistratura da quella della giustizia». La premessa, non priva di ve...







