Uno degli aspetti più delicati concernente la sicurezza pubblica è quello relativo ai minorenni. Sono loro infatti, il più delle volte, i protagonisti di episodi efferati come gli assalti di gruppo, gli stupri, gli accoltellamenti, o anche il semplice bullismo e la prevaricazione psicologica sui propri compagni. Così come altrettanto lampante è il fatto che i protagonisti di questi atti di violenza sono per lo più figli di immigrati di prima o seconda generazione, non integrati o facilmente integrabili in comunità fondate sulla centralità della persona quali sono quelle occidentali.

Sono queste due evidenze empiriche, confermate dalle statistiche, che imporrebbero una riflessione seria. Mai come in questo caso bisognerebbe mettere da parte l’ideologia, ragionare dati alla mano, mettere in atto strategie che prevedano in misura bilanciata pene e sanzioni, da una parte, strategie di educazione alla vita civile e alla cittadinanza non ideologicamente orientate, dall’altra. Eppure, anche in questo ambito, la sinistra agisce in modo poco maturo, del tutto slegata dalla realtà, succuba di ideologie che hanno ormai fatto il loro corso dimostrandosi fallimentari, di stilemi e slogan pedagogici tardo-sessantottini, di buonismi superficiali e di dottrine sociologiche e pedagogiche d’antan.