Già domenica mattina sui suoi profili social aveva segnalato l’intervista che apre il nuovo Robinson in edicola da domenica 18 gennaio. Ma è stato poi sul palco dell’Auditorium di Roma, dove Repubblica ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni con grandi ospiti e con le grandi firme, che Lorenzo Jovanotti ha fatto il suo omaggio ad Alejandro Jodorowsky, l’ultimo surrealista, «regista, musicista, compositore, sceneggiatore di fumetti, scrittore, poeta, fabbricante di burattini, attore, mimo, genio intuitivo, psicoterapeuta, anzi la definizione corretta è psicomago», scrive Dario Olivero che lo ha intervistato per Robinson.
Alejandro Jodorowsky, intervista e tarocchi un esclusiva su Robinson: “Fidatevi dell’umanità”
di Dario Olivero
Una conversazione che a partire dai tarocchi, ha attraversato il buio nel quale viviamo fino ad arrivare alla luce della speranza. Concita De Gregorio che ha intervistato Jovanotti sul palco della sala Sinopoli dell’Auditorium, è partita proprio da Robinson: «Ho letto l’intervista - ha detto il cantante - e l’ho anche segnalata a un po’ di amici. Ho detto “comprate Robinson”».
De Gregorio ha ragionato con Jovanotti, che quest’anno compie 60 anni e sta per partire con un grande tour, sulla sorgente inesauribile di energia che lo attraversa a partire dalla grande fiducia che Jodorowsky dà all’umanità e alle giovani generazioni. «Jodorowsky ha 97 anni: è una questione di età fino a un certo punto. Quando hai un progetto nuovo da iniziare sei sempre un ragazzino: è l’inizio che ti fa sentire così. Io credo che la chiave sia l’energia. Bisogna cercare gli spazi dove la vita può fiorire. Il mio comandamento è non lamentarmi e cercare di fare quello che mi è congeniale. Cosa posso fare di fronte alle tragedie del mondo? Quello che so fare: la musica. I miei concerti sono delle feste e le feste sono importanti nella vita: non risolvono i conflitti mondiali ma ti caricano, ti permettono di sentirti vivo, di sentire che c’è una vita che ti scorre dentro. La musica serve a questo, l’arte serve a questo. Ti fa sentire vivo. Il motore è l’amore: l’amore per quello che uno fa».






