PORDENONE - «Credo che mio figlio, che ha solo 19 anni, dovrebbe poter scegliere di continuare la scuola, come vorrebbe». La storia di Monia Zanette, 55enne mamma di Matteo, è in fondo ben riassunta da questo comprensibilissimo desiderio di genitore. Originaria di Orsago, Monia è stata sposata e per 25 anni ha vissuto a Porcia. Poi la sua vita è precipitata. «Dopo la separazione dal marito non sono più stata in grado di mantenere la casa e, in difficoltà, i Servizi sociali mi hanno assegnato un monolocale dell'Ater - che occupa dal 2018 - Quando me lo diedero mi dissero di stare tranquilla, che nessuno mi avrebbe mai mandato via prima che mi vedessi riconosciuta una casa popolare», ricorda con un filo di amarezza. Il tentativo di risalire la china di Monia ha poi sbattuto contro la Pandemia. «Avevo un buon lavoro all’Alibus, ero stata assunta, avevo anche presentato domanda per una casa popolare, nel 2019. Poi è arrivato il Covid e tutto si è complicato di nuovo». Prima la perdita del posto di lavoro, poi la richiesta di Asfo di lasciare il monolocale. «Sì, nel 2021. Mio figlio era ancora minorenne e dunque hanno atteso». L’abitazione però è destinata alle emergenze, situazioni temporanee, e lei nella graduatoria ufficiale per l’assegnazione di un appartamento Ater è solo 77esima. «Tanto che mi hanno consigliato di partecipare al bando che dovrebbe uscire quest’anno, perché con quello attuale non ho alcuna possibilità».