PADOVA - Più di un'attività su cinque nel settore del benessere opera fuori dalle regole. La stima arriva dall'Ufficio Studi di Cna, secondo cui la percentuale di operatori irregolari tra acconciatori ed estetisti supera in alcuni territori il 27 per cento. Un fenomeno che distorce il mercato, svaluta la professionalità degli operatori qualificati e aumenta i rischi per i consumatori, soprattutto quando trattamenti estetici o tecnici vengono eseguiti in ambienti non idonei o con prodotti privi di conformità.
L'abusivismo si sta evolvendo: non più solo passaparola tradizionale, ma uso massiccio di social network, chat private e piattaforme informali.
Canali dove è possibile intercettare clienti senza controlli né requisiti e con prezzi impossibili da sostenere per un'impresa che rispetta norme, costi e responsabilità. E se la domanda cresce e i clienti sono sempre più attenti alla qualità, all'igiene, alla sicurezza e all'esperienza complessiva del servizio, anche il settore irregolare cambia.
Una sfida ardua per le 2.439 imprese attive nel settore nella provincia di Padova nel terzo trimestre del 2025, in calo del 5,2 per cento rispetto al 2019. In controtendenza gli addetti, che nello stesso periodo crescono del 3,3 per cento raggiungendo quota 5.425.







