«Era solo una stupida foto di terza elementare». Stefania, raggiunta sui social, subito non vuole parlare. C’è sgomento, incredulità. Paura per sé ma anche per la propria famiglia, «che ora è terrorizzata ad uscire di casa, temo per il loro posto di lavoro». Ma c’è anche rabbia, come quella scritta nel post diventato pubblico: «Ho fatto il possibile per evitare litigi fra i due, chiederei di non inventare gossip scherzando sulla morte di un ragazzo». È la fidanzata («ora la ex») di Zouahir Atif, il 18enne che ha ucciso con una coltellata il coetaneo Abanoub Youssef, a scuola davanti ai compagni, a La Spezia. Al centro di un gesto assurdo ci sarebbe la gelosia, una fotografia che ritrae Stefania con la vittima, a dichiararlo lo stesso assassino durante il primo interrogatorio. Ma é lei stessa a spiegare: «Non esiste una fotografia attuale di noi due, c’è solo uno scatto di infanzia che Aba mi aveva chiesto perché voleva vedersi da piccolo, quando era appena arrivato in Italia».

L’INTERVISTA

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NICCOLÒ ZANCAN

Avevano otto, nove anni: «Non c’era niente di male, e tra l’altro non gliel’ho nemmeno mai mandato, è rimasto tra i miei mobili di casa. Non capisco come ora possano dare la colpa a me». Il riferimento, probabilmente, è alla rabbia dei compagni di Aba, di chi cerca un capro espiatorio per un dolore inimmaginabile, di chi pensa che lei potesse fare di più, o forse ha bisogno di convincersene per superare queste ore folli. Ma Stefania, quello stesso crudele giorno, ha perso insieme un amico e colui che credeva un grande amore: «Ho provato con tutte le mie forze a evitare litigi inutili, ho sempre fatto il massimo per calmare le acque durante i loro battibecchi, poi vedendo tutti tranquilli, insegnanti e adulti, ho pensato di essere paranoica: io tendo ad aver paura di tutto».