VENEZIA - «È una tragedia che può essere definita come annunciata, viste le condizioni di quel locale». Nel litorale, il dibattito sulla strage accaduta nella notte del primo gennaio a Crans Montana, con l'incendio scoppiato nel bar Le Constellation, è aperto. Le parole sono quelle di Nicola Parente, 62 anni, pr tra i più famosi al mondo, che ha lanciato feste ed eventi che negli anni '90 hanno segnato intere generazioni, con una carriera iniziata nelle "disco" jesolane nei primi anni '80 diventando poi un riferimento per tutta Italia.

«La sicurezza nei locali notturni non può essere improvvisata - attacca Parente -. È una questione di regole, competenze e responsabilità che iniziano molto prima dell'apertura delle porte al pubblico. Quando gestisci una discoteca, il primo passo è ottenere il Certificato di prevenzione incendi. E non è affatto semplice: arriva una commissione tecnica che controlla tutto, dai materiali ignifughi alle dotazioni obbligatorie».

Non a caso, per chi lavora nel settore da decenni, quanto accaduto in Svizzera rappresenta l'esatto opposto di ciò che dovrebbe essere fatto per evitare tragedie.

«Quello che abbiamo visto è la dimostrazione di come non si deve operare - prosegue Parente - . Quei pannelli, quelle fiamme libere, in un locale basso: tutti abbiamo visto le immagini delle candeline nelle bottiglie di Champagne». Un rischio che sarebbe aggravato da altre scelte sbagliate: «Nei vari servizi televisivi si è parlato anche di una scala ristretta, forse per guadagnare qualche tavolo è sempre il pr a parlare -. Si è creato un effetto tappo».