Due vite che correvano parallele, dentro la stessa scuola, anzi dentro la stessa persone, che sono andate in cortocircuito nel modo più brutale. Da una parte il ragazzo con i voti buoni, la presenza costante in classe, la passione per le navi e per l’Arma, un lavoro da cameriere nel fine settimana.
Dall’altra lo stesso ragazzo con un coltello nello zaino, divorato da un’ossessione sentimentale, capace di trasformare la gelosia in atto di morte. È il doppio volto di Zouhair Atif, 19 anni, il “maranza” che tutti consideravano un bravo studente e anche lavoratore, e che venerdì ha ucciso il compagno Youssef Abanoub, per tutti Abu, in un’aula dell’istituto professionale Chiodo-Einaudi della Spezia, e con una motivazione che lascia basiti.
LA SPEZIA, IL DETTAGLIO AGGHIACCIANTE: "ATIF RIDEVA QUANDO ABU ERA AGONIZZANTE"
È indignato lo zio di Abanoub Youssef, il 18enne ucciso a La Spezia da un compagno di scuola. "Non era la pr...
Atif è nato in Marocco, è arrivato in Italia con un permesso di lungo soggiorno. Vive con la madre ad Arcola, in provincia di La Spezia, e frequenta l’indirizzo di allestimento navale. I registri parlano di una frequenza regolare e di risultati più che discreti. D’estate e nei fine settimana, come molti coetanei, lavorava come cameriere. Pochi giorni fa gli è nata pure una sorellina, dettaglio che rende ancor più stridente il contrasto tra quotidianità e tragedia. Perché, almeno fino all’altro giorno, pareva un’esistenza ordinaria, incrinata però da quella che ora gli inquirenti definiscono una fissazione: la sua ragazza e la convinzione che Abu, 18 anni, italiano di origini egiziane, stesse cercando di portargliela via.













