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18 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:01

Mentre dentro e fuori l’Iran la tensione rimane altissima, lo scontro è anche sulle informazioni che arrivano da un Paese dove le comunicazioni sono ancora molto complicate dopo il blackout imposto dal regime. Nelle scorse ore, l’ong Hengaw, specializzata in difesa dei diritti umani, ha smentito la notizia diffusa da Israele sulla morte di Erfan Soltani, giovane diventato un simbolo delle ultime proteste contro gli ayatollah. L’organizzazione umanitaria infatti, ha diffuso su X un comunicato con la foto del ragazzo dove si dice che alla famiglia “è stata concessa una breve visita di persona oggi” e si conferma “che è attualmente vivo e in condizioni fisiche stabili”. L’aggiornamento arriva dopo che un account ufficiale su X del governo israeliano in farsi aveva reso noto che secondo alcune fonti Soltani sarebbe stato “brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica islamica”.

Intanto, secondo i media locali, le autorità iraniane stanno valutando di ripristinare “gradualmente” l’accesso a internet dopo il blocco delle comunicazioni. L’agenzia Afp ha anche fatto sapere di esser riuscita a connettersi a internet dall’ufficio di Teheran, sebbene la maggioranza dei provider web e mobili restino interrotti. I dati sul traffico indicano un ritorno significativo di alcuni servizi online, tra cui Google, il che suggerisce che sia stato abilitato un accesso fortemente filtrato, a conferma delle segnalazioni degli utenti su un ripristino parziale” della rete, ha spiegato NetBlocks in un post sui social. Le chiamate internazionali sono possibili da martedì 13 e la messaggistica di testo è stata ripristinata ieri 17 gennaio. L’Iran avvierà il ripristino “graduale” dell’accesso a Internet, bloccato dall’8 gennaio 2026 a causa delle proteste nazionali iniziate il 28 dicembre, ha riferito all’Ansa una fonte informata. Anche i social network Instagram, Telegram, X, Facebook e YouTube erano stati vietati in Iran alcuni anni fa, spingendo gli utenti a utilizzare le Vpn, ma anche le Vpn sono state vietate dall’8 gennaio.