Stati Uniti e Taiwan siglano l'accordo sul commercio, tra microchip e investimenti, mandando Pechino su tutte le furie. Il presidente cinese Xi Jinping, a distanza di poche ore, replica alla mossa della Casa Bianca, tracciando la visione di un “nuovo partenariato strategico” con il Canada, nell'incontro con il premier Mark Carney un tempo il più stretto alleato Usa. Ottawa è adesso sotto l'imprevedibile pressione politica e tariffaria di Donald Trump. I rapporti di Ottawa con la Cina «sono più prevedibili di quelli con gli Usa», ha detto senza mezzi termini Carney, in un briefing con i media a Pechino. Intanto, come parte dell'accordo Washington-Taipei, le aziende taiwanesi di microchip e tecnologie investiranno almeno 250 miliardi di dollari (includendo i 100 miliardi già impegnati nel 2025 dal colosso mondiale Tsmc) in capacità produttiva negli Usa. Taiwan, inoltre, garantirà altri 250 miliardi di credito alle società coinvolte. In cambio, gli Stati Uniti limiteranno i dazi reciproci sull'isola al 15%, dal 20% precedente, e promuoveranno i dazi reciproci zero in alcuni settori, come farmaci generici, componenti per aeromobili e alcune risorse naturali. Lo scopo, secondo il segretario al Commercio americano Howard Lutnick, è portare il 40% di supply chain e produzione di microchip di Taiwan in America.