Gli Stati Uniti annunciano la firma di un accordo con Taiwan per ridurre i dazi sui prodotti provenienti dall’isola asiatica. E, al contempo, aumenta gli investimenti delle aziende di Taipei che producono semiconduttori e tecnologiche in America. Ma non si fa attendere la reazione di Pechino, che «si oppone fermamente» a ogni tipo di rapporto diplomatico tra altri Paesi e Taiwan, come spiega il ministero degli Esteri.

In cosa consiste l’accordo

Arrivato dopo mesi di negoziati, l’accordo, secondo quanto riferisce il Dipartimento del Commercio di Washington, «determinerà un massiccio reshoring del settore dei semiconduttori americano». In base all’intesa, l’amministrazione Usa abbasserà le tariffe sui beni di Taiwan al 15%, rispetto ai dazi reciproci del 20%.

Anche i dazi settoriali sulla componentistica dell’automotive, il legname e i prodotti in legno provenienti da Taiwan saranno limitati al 15%. Dal canto loro, le aziende taiwanesi che producono chip e tecnologiche sono pronte a effettuare «nuovi investimenti diretti per un totale di almeno 250 miliardi di dollari» negli Usa.

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