Nella foto di gruppo della nuova giunta regionale pugliese Michele Emiliano non c’è. Vista la stazza, l’ex governatore si sarebbe notato subito; la sua presenza nella squadra di Antonio Decaro, però, è risultata ingombrante dall’inizio e così niente assessorato bensì un ruolo da consulente giuridico del governatore. Di fatto Emiliano affiancherà Decaro su dossier che riguardano le materie giuridiche e le crisi industriali (si pensava a un ruolo ad hoc per l’Ilva), e lo farà da “tecnico”, visto che è un magistrato, prima che un politico. Il compenso, del resto, è equiparabile a quello di un assessore o di un capo dipartimento: 130mila euro l’anno, mica cozze pelose. Il provvedimento di nomina è stato firmato ieri, dopo settimane piuttosto turbolente sul fronte della composizione della giunta e litigi, anche vibranti, per stessa ammissione dei protagonisti. Adesso ad Emiliano serve il nulla osta del Csm per ottenere l’incarico extragiudiziale, altrimenti dovrà tornare a indossare la toga.
La sintesi è che Decaro ha imposto la sua linea: non solo è riuscito a stoppare la candidatura del suo predecessore alle elezioni di novembre, ma ha anche ottenuto il suo «passo di lato» rispetto a un’eventuale ingresso in giunta. Alla fine Emiliano resterà nella stanza dei bottoni della Regione Puglia, ma avrà voce in capitolo solo in materie ben delimitate e solo in qualità di consigliere: non potrà dare un indirizzo politico autonomo come invece in genere fa qualunque titolare di un assessorato, anche se, mugugna il centrodestra, così potrà proseguire l’azione già cominciata con lui presidente.









