"Il fenomeno dell'usura è un fenomeno che c'è sempre stato, c'è ed è molto sottovalutato.
È un fenomeno carsico che emerge dalle indagini o, purtroppo, quando c'è un suicidio.
Noi stessi facciamo fatica a intercettare queste situazioni. Non tutte le persone che sono vittime di usura poi fanno quello che noi gli suggeriamo di fare ovvero denunciare, ed è per questo che a fronte di una situazione di usura che comunque è molto diffusa, le denunce diminuiscono". Lo ha detto a Bari Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale antiusura a margine del convegno dedicato ai 30 anni della Consulta e intitolato "Alleanza per la speranza. Le Fondazioni con lo Stato e le banche per prevenire l'usura".
Per Gualzetti "il fenomeno del sovraindebitamento invece segue i cicli economici che stiamo un po' subendo tutti ultimamente: l'aumento del prezzo delle materie prime e, quindi, i processi di inflazione". La Consulta è legata alla Cei e "a nome della Chiesa - ha proseguito Gualzetti - cerca "di arrivare prima che una persona disperata si rivolga agli usurai". "Le fondazioni- ha ricordato - offrono quegli strumenti per aiutare le vittime a sottrarsi dal recupero crediti e soprattutto dalle grinfie degli usurai". Al convegno partecipa anche il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi, che ha definito l'usura "qualcosa di infame perché usa i bisogni degli altri per arricchirsi". "La Chiesa punta - ha dichiarato Baturi - su un ripensamento del nostro modo di vivere, dell'uso del denaro, dell'uso delle proprietà private, della tutela dei più fragili, del valore della finanza rispetto all'economia reale".







