In Groenlandia quasi il 90% della popolazione è costituita dagli Inuit, popolo indigeno adattato alla vita artica, presente da secoli prima dell’arrivo degli europei e che parla la lingua groenlandese. Ci sono poi i danesi, che sono la principale minoranza etnica (circa l’8% del totale) e che nella maggior parte dei casi parlano sia il danese che il groenlandese, e poi piccole comunità provenienti da altri paesi europei, dall’Asia e dal Nord America. Il groenlandese medio ha il 75% di discendenza Inuit e il 25% di discendenza europea. Ma negli ultimi anni, l’isola ha visto aumentare in maniera significativa l’immigrazione dall’Asia, in particolare da Filippine, Thailandia e Cina.
La popolazione è concentrata principalmente sulla costa sud-occidentale, mentre il resto dell’isola è scarsamente popolato. Con una popolazione di circa 56mila abitanti, la Groenlandia è il paese meno densamente popolato al mondo.
La presenza dei danesi
Nell’isola finita nelle mire del presidente Trump la presenza dei danesi è legata al lungo rapporto politico tra Groenlandia e Danimarca, che risale al periodo coloniale. Nel 1953 l’isola artica è entrata a far parte del regno di Danimarca, ma nel 1979 è diventata un territorio autonomo all’interno del regno. I danesi costituiscono una minoranza significativa e vivono soprattutto nei centri urbani, dove spesso lavorano nell’amministrazione pubblica, nella sanità, nell’istruzione e nel commercio.













