"Oggi sarà un momento in cui discuteremo e ci organizzeremo per dare una risposta all'attacco che il governo sta portando avanti contro i giovani e i movimenti sociali, come abbiamo visto nell'ultimo periodo anche con gli arresti avvenuti proprio a Torino dopo le grandi manifestazioni per la Palestina.
Pensiamo che ci sia un'intenzione chiara di colpire chi dissente, chi alza la testa e chi lo ha fatto in questi mesi".
Lo affermano Stefano, Ludovica e Umberto, portavoce del centro sociale Askatasuna di Torino, spiegando i motivi che hanno portato alla convocazione dell'assemblea nazionale promossa dopo lo sgombero del 18 dicembre.
L'assemblea si svolge in un'aula del campus universitario Einaudi, concessa dall'Università di Torino. La capienza è di 400 posti, ma i presenti sono molti di più: per questo è stata predisposta un'altra aula per seguire i lavori in diretta streaming. Sono arrivate delegazioni da tutta Italia: dallo Spin Time e dal Quarticciolo di Roma, dal Nord-Est, dal Labas di Bologna, da Cosenza, oltre a rappresentanti di Arci, Movimento No Tav, Usb, Cobas e altre realtà, non solo dei centri sociali.
"Ci sono un po' tutti - spiegano da Askatasuna - quello che è successo a Torino ha sollevato una grande mobilitazione.







