Il procuratore di Teheran, Ali Salehi, ha respinto le affermazioni del presidente Donald Trump sulla revoca delle condanne a morte per centinaia di prigionieri in Iran, definendole "sciocchezze inutili e infondate", secondo quanto riportato dai media anti-regime Iran International e IranWire e dall'organizzazione Hrana.
"Dovrebbe farsi gli affari suoi", ha affermato Salehi, sottolineando che la risposta della magistratura ai manifestanti sarà "decisa, deterrente e rapida". Senza fornire dettagli specifici, il procuratore ha riferito che sono state emesse incriminazioni in molti casi legati alle proteste e che i fascicoli sono stati inviati in tribunale per il processo.
La Guida suprema iraniana Ali Khamenei attacca Donald Trump, accusandolo di essere responsabile delle morti in Iran durante le proteste degli ultimi giorni. "Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana", ha detto l'ayatollah in occasione della festività islamica dell'Eid al-Mab'ath, secondo quanto riporta il suo profilo su X.
Ali Khamenei ha affermato che le autorità "devono spezzare la schiena ai sediziosi".
Trump era incline a ordinare un attacco contro l'Iran martedì e aveva chiesto al Pentagono di prepararsi. Gli ufficiali americani sono andati a dormire aspettandosi di ricevere l'ordine finale e colpire mercoledì. Ma l'ordine - riporta il Wall Street Journal - non è mai arrivato: alle prese con punti di vista alternativi e divergenti all'interno dell'amministrazione sulla certezza della caduta del regime, Trump ha rinunciato al raid complice anche la mancanza di asset militari adeguati nell'area e il pressing di Israele e dei paesi arabi. A pesare anche il timore che un attacco avrebbe potuto prolungare il conflitto.












