Chi di Chatgpt colpisce, di Chatgpt perisce. Sì, perché se è vero che l’intelligenza artificiale sta diventando ormai un’alleata quotidiana, è anche altrettanto vero che non può sostituire a prescindere la mente umana. Soprattutto nei casi in cui la forma coincide con la sostanza, soprattutto quando è la legge a stabilirlo. Lo hanno scoperto due neosposi olandesi che, dopo aver celebrato un matrimonio civile volutamente informale, si sono visti annullare l’unione perché il rito non rispettava i requisiti giuridici previsti. La vicenda è riportata dal Corriere della Sera, che dà conto della sentenza emessa il 5 gennaio dal tribunale della provincia dell’Overijssel.

Il matrimonio era stato celebrato il 19 aprile a Zwolle. Gli sposi avevano scelto una cerimonia non convenzionale, affidando l’officiazione a un conoscente. Per preparare il testo e guidare il rito civile, l’officiante si era rivolto a Chatgpt, chiedendo un discorso ironico e leggero. Proprio quel testo, però, si è rivelato decisivo per l’annullamento.

Secondo quanto ricostruito nella sentenza, le promesse lette durante la cerimonia non contenevano gli elementi essenziali richiesti dalla legge olandese. Tra le formule pronunciate figuravano frasi come: