«So che la mattina del 9 gennaio Claudio Carlomagno è stato visto entrare nell’impianto per il trattamento dei rifiuti inerti di via Valle Fienata e che con il suo camion bianco e blu ha scaricato nel trituratore un carico. Di cosa, non lo so». È una testimonianza preziosa quella raccolta da “Il Messaggero”, che può peggiorare la posizione del marito di Federica Torzullo, indagato dalla Procura di Civitavecchia per omicidio volontario. A riferirla è Luca, nipote di Stefano Capparella.

Quest’ultimo, titolare della società Eco.Sam srl, proprietaria di quell’impianto per il riciclaggio di materiali edili, ieri si è negato al telefono perché i carabinieri del nucleo investigativo di Ostia hanno perlustrato per circa tre ore la discarica, situata in località Spanora, nel territorio del comune di Anguillara Sabazia (in provincia di Roma), a circa 7 chilometri dalla villetta dalla quale la 41enne è scomparsa nel nulla, dopo che vi ha fatto rientro alle 23 di sera dell’8 gennaio.

La ditta Carlomagno srl - che si occupa da circa 20 di movimentazione terra, disponendo di un ampio parco mezzi fatto di camion e ruspe - conferisce abitualmente nel trituratore della Eco.Sam (attivo dal 2015) scarti edili e materiale derivante da scavi. Quindi quando la mattina del 9 gennaio, sul presto, Claudio è stato visto arrivare con il suo camion bianco blu, nessuno si è stupito. Solo dopo aver saputo della sparizione della moglie Federica, il titolare della discarica e gli operai impiegati si sono insospettiti.