L’arrivo di Hbo Max in Italia non è un debutto qualunque, ma un tassello che si inserisce in una fase di evidente maturità del mercato dello streaming. Un mercato che cresce ancora, ma senza più l’euforia degli inizi. Non a caso, nelle analisi che circolano tra operatori e investitori, l’ingresso del servizio viene già letto come parte di un processo più ampio di consolidamento: Hbo Max è indicato come nuovo competitor destinato tuttavia ad essere acquisito nell’arco di pochi mesi da Netflix o Paramount Skydance in base a come si concluderà lo scontro per il controllo di Warner Bros Discovery in corso negli Stati Uniti.

Competizione sostenibile?

La questione di fondo è ormai chiara e riguarda la sostenibilità dell’offerta: c’è spazio sul nostro mercato per così tanti operatori? I dati raccolti da Sensemakers suggeriscono che lo spazio esiste, ma non si allarga. «Dalle nostre ricerche e anche da alcune evidenze dei dati Auditel emerge la fotografia di una fase di saturazione degli abbonamenti ai servizi di streaming a pagamento», spiega il ceo Fabrizio Angelini. «Le operazioni di riduzione del prezzo con l’introduzione di formule supportate dalla pubblicità e quelle di contrasto al fenomeno di condivisione delle password hanno già espresso il loro maggiore potenziale. La crescita continuerà a ritmi più contenuti in futuro dove i fenomeni di sostituzione delle offerte alla ricerca di economie di costo e churn rate tra gli operatori diventeranno sempre più forti».