TOKYO - Poche ore fa, Guido Crosetto ha ironizzato sulla presenza francese in Groenlandia nell’ambito della esercitazione “Arctic Endurance”, per adesso limitata a quindici uomini. L’orizzonte, però, è una presenza europea nel territorio controllato dalla Danimarca, anche per evitare che Donald Trump possa mettere in pratica le sue minacce. A quel punto, Roma dovrà decidere se partecipare.
Ed è proprio per anticipare quel momento che la presidente del Consiglio apre - anche se con molte cautele - a una futura eventuale presenza italiana. Con un paletto, però: che si realizzi nell’ambito di una missione della Nato. “Ritengo che la questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia sia un tema serio - sostiene Meloni, parlando nell’ambasciata italiana di Tokyo al termine della sua missione in Giappone - che però sta nell’ambito del dialogo all’interno dell’Alleanza Atlantica. Va considerato territorio di responsabilità della Nato. La questione che gli americani pongono è una questione seria e credo che il ragionamento di rafforzare la nostra presenza sia sicuramente necessario e da fare all’interno dell’Alleanza. È l’ambito nel quale discutere questa materia, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza”.











