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Uno studente di 18 anni muore accoltellato in classe a La Spezia. Mentre scuola e città restano sotto choc, dalla sinistra arrivano subito accuse al governo e alle politiche di sicurezza, trasformando il dramma in uno scontro politico
La tragedia consumata all’istituto professionale Domenico Chiodo della Spezia meriterebbe rispetto e silenzio. Uno studente di 18 anni è morto dopo essere stato colpito all’addome da un suo coetaneo in pieno orario di lezione e all’interno dell’aula. Una scena brutale, che ha scosso studenti e personale scolastico. Le condizioni del giovane erano apparse subito gravissime: perdita massiccia di sangue, lesione alla milza, corsa disperata verso l’ospedale Sant’Andrea dopo i primi soccorsi della Croce Rossa e del 118, poi l’arrivo in shock room e l'intervento chirurgico. Tutto inutile.
Mentre la comunità scolastica cercava di capire come fosse potuto accadere, e la città si stringeva intorno alla famiglia, certa politica — quella con la “p” minuscola — non ha perso tempo. Da sinistra sono arrivate dichiarazioni a raffica, alcune delle quali agghiaccianti. "Ci poniamo il tema come comunità? Oppure ci facciamo bastare l'ennesimo, inutile pacchetto sicurezza per dire quanto siamo duri? È una tragedia. Sotto i nostri occhi. Ogni giorno" le parole del senatore Pd Filippo Sensi. Nel suo mirino le misure varate del governo contro maranza, baby gang e criminalità quotidiana. Ma non è l'unico.








