Dalle indagini tecniche, disposte dalla procura della Repubblica di Civitavecchia e delegate ai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo territoriale di Ostia sarebbe emerso un particolare legato alla localizzazione delle celle telefoniche dei cellulari della donna scomparsa e del coniuge. I due dispositivi mobili, infatti, quando dall'apparecchio di Federica è partito l'ultimo messaggio indirizzato alla madre, si trovava in una località diversa, rispetto allo smartphone del marito Claudio Carlomagno. Infatti la cella telefonica agganciata coprirebbe un territorio abbastanza vasto in cui è compresa anche la società Eco Cam, che gestisce la discarica di materiali inerti, dove questa mattina si sono di nuovo concentrate le ricerche di Federica da parte dei carabinieri. Secondo alcuni testimoni il marito erano mesi che non andava in quel sito e per il momento non ci sarebbero elementi che lo collocherebbero sulla scena di un eventuale crimine. Sempre questa mattina, gli investigatori del Ris dell'Arma hanno ispezionato con i metal detector i giardini all'interno della proprietà. Secondo quanto dichiarato agli inquirenti dai dipendenti della ditta di Claudio Carlomagno, quest'ultimo sarebbe stato visto alla guida di un furgone quando, quella mattina, ha fatto rientro al lavoro nella sua azienda di scavi e movimento terra ad Anguillara con circa 45 minuti di ritardo rispetto all'orario abituale. Un operaio ha anche raccontato di aver visto l'uomo lavare il furgone con un tubo dell'acqua, ma era un'operazione consueta e quasi quotidiana visto che i mezzi d'opera andavano sempre ripuliti dal fango e dalla terra dopo ogni utilizzo.