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Ultimo aggiornamento: 19:48
Tracce di sangue in casa e sui mezzi del marito. La Procura di Civitavecchia, che procede per omicidio nella vicenda della scomparsa di Federica Torzullo, 41 anni, sparita dalla sera dell’8 gennaio dalla sua abitazione di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, in una nota fa sapere che sono attesi gli esiti del Dna. Nel registro degli indagati è stato iscritto, subito la sparizione nel nulla, il marito da cui la donna si stava separando. Gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria hanno portato a una “copiosa repertazione di tracce ematiche” rinvenute in più luoghi riconducibili al marito della donna, Claudio Agostino Carlomagno.
Il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, in una lunga, nota ricostruisce le tappe dell’indagine e spiega come i primi elementi raccolti abbiano “varcato la soglia della gravità indiziaria” nei confronti del coniuge, pur ribadendo che la sua responsabilità resta da accertare e che vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
La scomparsa viene denunciata venerdì 9 gennaio, nel primo pomeriggio. È il marito a rivolgersi ai carabinieri dopo essere stato contattato dai colleghi della moglie, impiegata presso l’ufficio di smistamento delle Poste all’aeroporto di Fiumicino, che non l’avevano vista presentarsi al lavoro. L’uomo riferisce di aver visto Federica per l’ultima volta intorno alle 23 di giovedì 8 gennaio, dopo una cena consumata in casa insieme al figlio. Il bambino, secondo quanto dichiarato, era stato poi accompagnato dai nonni materni. Carlomagno racconta anche che la moglie aveva preparato una valigia perché il giorno successivo avrebbe dovuto partire con il figlio e i genitori verso la Basilicata, per partecipare a un evento religioso, viaggio al quale lui non avrebbe preso parte. Nella denuncia parla inoltre di “normali problemi di coppia” e riferisce che quella notte i due coniugi non avevano dormito insieme.











