Ragioni strategiche rese evidenti dal prepotente emergere dell’interesse degli Stati Uniti verso la Groenlandia, certo. Ma anche motivi di ordine economico e commerciale. Sono quelli che emergono dalle parole usate da Giorgia Meloni e Antonio Tajani nel presentare la “Strategia della Politica Artica Italiana“. “L’Italia è convinta che l’Artico debba essere sempre una priorità dell’Ue e della Nato e che l’alleanza atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni e rispondere alle ingerenza di altri attori”, ha scritto la presidente del Consiglio, che in questi giorni è in visita di Stato in Giappone, in un messaggio inviato all’evento di presentazione del documento messo a punto dal ministero degli Esteri, avvenuta a Villa Madama, a Roma.

“L’Italia non ha mani considerato l’Artico come un’area remota e senza interesse – argomenta Meloni -. Al contrario noi abbiamo sempre guardato a questo quadrante del mondo per quello che effettivamente è: una regione strategica dove si intrecciano economia, ricerca, ambiente, energia e oggi più che mai sicurezza e difesa. L’accelerazione impressa dai cambiamenti climatici allo sviluppo delle rotte artiche sta cambiando lo scenario al quale eravamo abituati, e sta disegnando interconnessioni nuove che potrebbero rivoluzionare il commercio marittimo mondiale”.