Ashley St. Clair, influente 28enne commentatrice politica e autrice conservatrice con oltre un milione di follower su X, ha presentato giovedì 15 gennaio una causa legale contro xAI, la società di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk. Il caso si intreccia fra l’altro con le vicende personali tra St. Clair e Musk: i due sono infatti coinvolti in una disputa sulla custodia del loro figlio Romulus, nato nel 2024, che ha attirato ulteriore attenzione mediatica su questa controversia legale. Il piccolo è l’ultimo dei 14 figli di Musk di cui si ha notizia, avuti da sette differenti donne.
Secondo la donna il chatbot Grok ha generato e diffuso immagini deepfake sessualmente esplicite di lei senza il suo consenso, comprese immagini alterate che la ritraggono da minorenne. Anche St. Clair sarebbe dunque finita nella spregevole ondata di contenuti di questo tipo esplosi nelle scorse settimane e su cui anche l’Ofcom britannica, l’ente regolatore delle comunicazioni, ha avviato un’indagine. La querela è stata depositata presso la Corte Suprema dello Stato di New York ma è stata successivamente trasferita davanti a un tribunale federale.
Per l’atto legale Grok, il chatbot AI integrato nella piattaforma social X avrebbe continuato a generare queste immagini nonostante le ripetute richieste di St. Clair di interrompere l’attività. Parte della documentazione descrive infatti immagini profondamente degradanti, incluse rappresentazioni sessuali di adulti e immagini di St. Clair in pose sessuali o senza abiti e, in alcuni casi, immagini alterate di lei all’età di 14 anni.










