Col nuovo anno sono entrate in vigore le nuove tariffe dei pedaggi autostradali, adeguate all’inflazione con un aumento medio (comunicato dal Ministero dei Trasporti) dell’1,5%. Altroconsumo ha analizzato 38 tratte della rete italiana, constatando la non uniformità dei rincari, che colpisce in modo diverso a seconda delle aree considerate. L’aumento medio rilevato è dell’1,1%, un dato che pesa soprattutto per pendolari e lavoratori che viaggiano ogni giorno.
Aumenti diffusi, ma importi spesso contenuti
Nella maggior parte dei casi rilevati da Altroconsumo, "gli aumenti si traducono in 10 o 20 centesimi in più a tratta. È il caso, ad esempio, di collegamenti molto utilizzati nel Nord Italia come Dalmine-Milano Est, Bergamo-Milano Est o Trento Nord-Bolzano Sud, dove i rincari percentuali superano il 2%". Anche sulla tratta Agrate Brianza-Milano (A4) l’aumento percentuale risulta più elevato, ma va letto con cautela: si tratta infatti di un collegamento molto breve, dove un incremento di 10 centesimi – su prezzi arrotondati al decimo – produce automaticamente una variazione percentuale più marcata, senza che questo rappresenti un aggravio particolarmente significativo in valore assoluto.






