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"La Fiamma non fa gerarchie tra atleta, star o pubblico". E il n.1 Malagò aggiunge: "La storia degli sportivi è sacra"
Sul veneziano Canal Grande, tra le suggestioni della sede di Regione Veneto, va in scena la presentazione delle cerimonie paralimpiche. Di fatto quasi oscurata dalla replica della Fondazione Milano Cortina dopo la polemica sulla scelta dei tedofori. Il processo di selezione è stato «rigoroso, inclusivo e rispettoso, oltre che condiviso, regolato e trasparente, che ha coinvolto più soggetti istituzionali e territoriali, come avviene in ogni grande staffetta Olimpica nel mondo», si legge nella nota. «Basta con interpretazioni distorte e ricostruzioni arbitrarie. Ogni candidatura ricevuta dal Comitato organizzatore viene sottoposta al background check previsto dalla legge. Solo dopo questo passaggio, la Fondazione attiva il processo logistico e organizzativo per accogliere il tedoforo o tedofora e garantirgli un'esperienza all'altezza del valore simbolico della Staffetta. Ogni tentativo di creare categorie, graduatorie o contrapposizioni tra 'tipi' di tedofori o tra 'modalità' di nomina è privo di fondamento. Lo sportivo per i suoi risultati, l'artista per la sua popolarità, il cittadino per il suo impegno: la Fiamma non fa gerarchie, tutti la portano, rappresentano il Paese e sono parte della stessa narrazione di valori».








