Roma, 16 gen. (askanews) – Uno Jannik Sinner sorridente, sereno e forse anche più maturo si presenta al tradizionale media day di Melbourne, ben coperto per il vento fresco che da un paio di giorni sferza la città australiana. Dodici mesi fa l’arrivo in Australia era stato accompagnato da un clima ben diverso: nella stagione poi chiusa con il secondo trionfo consecutivo down under, l’azzurro era immerso nelle discussioni con i suoi legali per l’accordo con la Wada che avrebbe portato alla sospensione di tre mesi per il caso Clostebol. Oggi sembra passato un secolo. Quei giorni sono alle spalle e Sinner, a 24 anni, appare con un bagaglio di esperienze e consapevolezza decisamente più ricco.
“L’anno scorso la situazione era molto più difficile, perché a quel punto dell’anno non sapevo ancora cosa sarebbe successo – ha raccontato -. Ho cercato di godermi ogni momento quando entravo in campo, non avevo mai la mente davvero sgombera dai pensieri. È stata dura. Ora che so com’è andata a finire forse è più facile raccontarlo, ma sono stati giorni difficili anche per la mia famiglia”.
Un percorso di crescita passato anche dalle difficoltà, come le vicende legate alla Wada e la delusione del Roland Garros, che hanno contribuito a spingerlo verso il riscatto culminato nello storico trionfo di Wimbledon, il primo per lui e per l’Italia sull’erba di Church Road. “Tutto accade per una ragione – ha proseguito -. Quello che ho superato mi ha reso più forte come persona, oltre che come giocatore. Mi sento più maturo, più preparato ad affrontare le situazioni difficili. Ora vivo lo sport in un modo molto diverso, più rilassato, ma dando il massimo. Si tratta sempre di trovare l’equilibrio e ora sono molto felice”.












