PORDENONE - Una mattina come tutte le altre, quella di mercoledì all’Isis Zanussi di Pordenone. I ragazzi sono in aula tra lezioni, laboratori e interrogazioni. Tutto nella norma, fino a quando qualcuno del personale scolastico non sente uno strano odore provenire dal bagno, poi la scoperta: all’interno dei servizi igienici uno studente sta fumando uno spinello. A quel punto scatta l’allarme, sul posto l’arrivo immediato delle forze dell’ordine. La posizione dell’allievo ora è al vaglio delle autorità. Potrebbe essere segnalato per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale, questo comporterebbe una segnalazione in Prefettura e l’attivazione di una procedura amministrativa. L’alunno può rischiare anche un procedimento interno all’istituto, per aver trasgredito il regolamento.
«L’episodio circoscritto e prontamente gestito grazie alla collaborazione tra scuola e forze dell’ordine - ha spiegato la dirigente scolastica dell’Isis Zanussi, Lidia Filippetto - non rappresenta in alcun modo la quotidianità del nostro istituto, che ogni giorno accoglie centinaia di studenti impegnati in percorsi di crescita personale. I dati nazionali sull’uso di sostanze sono sotto gli occhi di tutti e tali numeri richiamano tutte le istituzioni educative a un lavoro costante di prevenzione, ascolto e responsabilizzazione. La scuola non è solo il luogo dell’apprendimento formale, ma uno spazio di vita dove anche le criticità possono e devono trasformarsi in occasioni educative». La preside spiega di aver attivato da tempo progetti in collaborazione con le forze dell’ordine: «Eventi come questo rafforzano il nostro impegno a promuovere percorsi di educazione alla legalità, al benessere e alla cittadinanza attiva, in sinergia con le famiglie, servizi del territorio e forze dell’ordine».






