TEOLO (PADOVA) - Annabella Martinelli aveva scelto di togliersi la vita probabilmente da giorni. Prima di partire per sempre, nella sua casa a Terranegra aveva lasciato diversi biglietti, che un po’ alla volta i genitori e il fratello hanno trovato e in cui spiegava che cosa avrebbe fatto veramente quella sera del 6 gennaio. Quando è uscita attorno alle 20, non è andata a dormire dell’amica come aveva detto alla madre, ma è andata dritta verso Teolo. La famiglia se ne accorge il giorno dopo, quando sente l’amica che smentisce tutta la storia. Subito denuncia la scomparsa ai carabinieri e contatta il sindaco di Teolo per sapere se potevano essere visionate le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Immagini poi registrate e fatte vedere a loro per primi.
Loro però avevano già letto quei biglietti e conoscevano bene le intenzioni di Annabella, anche se ovviamente non hanno mai smesso di nutrire la speranza che non trovasse il coraggio di andare fino in fondo. Questo spiega anche il silenzio mai interrotto del padre, della madre e del fratello, che a qualcuno era parso sospetto o fuori luogo. E invece loro sapevano cosa Annabella aveva intenzione di fare e si sono chiusi in una terribile sofferenza. Lo aveva scritto nero su bianco, di suo pugno, nei giorni precedenti la scomparsa. E altri biglietti li ha portati con sè, chiudendoli nel suo zaino, lasciando che fossero trovati ieri dai carabinieri. Parole chiare che spiegavano il perchè. Annabella veniva da un periodo difficile e delicato della sua vita, dove aveva mostrato alcune fragilità. La famiglia non ha mai smesso di starle vicino, provando in tutti i modi a sostenerla e ad aiutarla ad uscirne. Annabella però si è portata dentro un malessere, che in quei biglietti traspare tutto. In questi nove giorni nessuno di loro ha mai voluto parlare. Una scelta netta fatta dall’inizio e portata avanti fino a ieri. Non c’erano sul luogo del ritrovamento. Hanno preferito rimanere a casa, aspettare che vigili del fuoco e carabinieri facessero il loro lavoro, per poi raggiungerla all’istituto di medicina legale. Solo lì hanno potuto rivederla, piangerla e parlare con lei. Purtroppo senza più possibilità di essere ascoltati per trovare una soluzione insieme. Nello zaino è stato rinvenuto anche un quaderno con molti disegni di animali e astratti, fatti da Annabella. A mettere la parola fine sarà l’autopsia, ma le parole del procuratore capo sono chiare: «Allo stato non ci sono elementi per ipotizzare responsabilità nei confronti di terze persone e al momento l'ipotesi più plausibile che si sia trattato di un suicidio».













