Dare vita ai numeri, fare della ricerca incontro, “umanizzare” un censimento. A tentare l’impresa, a 12 anni dall’ultima volta, sarà i prossimi 26, 28 e 29 gennaio la “Rilevazione nazionale delle persone senza dimora” in programma per strade, piazze e dormitori delle 14 città metropolitane del Paese, con Genova tra i comuni apripista.

Uno studio curato da Istat insieme alla federazione che riunisce le associazioni del terzo settore impegnate sul tema, per prima Fio.Psd, pensato per incontrare e contare le persone in difficoltà e raccogliere informazioni utili alla programmazione di politiche mirate. Dare alla macchina statale, insomma, concluso un 2025 in cui in Italia hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora, strumenti quantomeno più aggiornati per trattare la materia e orientare in modo più strutturale le politiche pubbliche contro l’emarginazione estrema.

Littizzetto: “Giù dal pero e via gli occhi dai cellulari, aiutiamo i senza dimora”

di Matteo Macor

Dato stimato l’incontro e relativo censimento di circa 60, massimo 70mila persone (nel 2014 si censirono in molti di più ma si contarono anche occupazioni, campi e roulotte), «questa iniziativa non è un atto burocratico, ma un gesto di umanità e responsabilità», è del resto la spiegazione degli stessi organizzatori di “Tutti contano”, il titolo che si è scelto per la campagna.