Slitta di dodici mesi, a dicembre del 2026, l’arrivo di Internet superveloce nelle oltre 6 milioni di abitazioni che rientrano nelle cosiddette “aree bianche”, quelle cioè più deboli dal punto di vista del mercato. Un piano che, negli anni, è lievitato fino a un importo complessivo di 2 miliardi di euro, una dote coperta da fondi europei, regionali e nazionali. La buona notizia è che, dopo continue revisioni della scadenza, questa volta il traguardo è davvero a portata di mano. E le regioni del Sud, a partire dalla Campania, presentano percentuali di realizzazione delle opere in linea o superiori alla media nazionale. Parola della Corte dei Conti che, nella sua ultima rilevazione, sollecita però il ministero delle Imprese e del Made in Italy e il soggetto attuatore, Infratel, controllato da Invitalia, a non abbassare la guardia. Anche perché il percorso non si presenta per nulla scontato. Alla fine del 2025, risultavano coperte dalla tecnologia Ftth (Fiber to the Home, la tecnologia di connessione Internet più avanzata, che porta la fibra ottica – in vetro – direttamente all’interno dell’abitazione dell’utente) oltre 4,8 milioni di unità immobiliari (77% del target finale) e 27.141 sedi di PA e aree industriali (99,8 per cento del target finale), con un avanzamento del 14% rispetto al 2024 per le abitazioni e del 20,8% per le sedi della PA e delle aree industriali.