Ci sono 700 milioni per il Fondo nazionale connettività, che dovrebbe concedere più tempo per portare le connessione a 1 giga in giro per la penisola. E ancora 888 milioni per sostenere gli investimenti infrastrutturali nella Zona economica speciale unica del Mezzogiorno. Per Transizione 4.0 zero, utile a favorire gli investimenti delle aziende sono destinati 3,5 miliardi. Quasi 800 milioni vanno al fondo per l’agrisolare, il veicolo per sostenere l’uso delle rinnovabili nel mondo agricolo italiano, ammodernando i pannelli e i sistemi energetici dei capannoni. Le misure sono alcune dei dieci nuove traguardi previsti dall’Italia nella revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Roma ha già ricevuto il via libera dalla Commissione Ue, come emerge da un documento datato 4 novembre. Il testo è di fatto il primo via libera tecnico della Ue, anticipato dal Messaggero lo scorso 13 novembre, e costituisce la base della decisione che il Consiglio dell’Unione europea prenderà entro fine mese, forse già domani, dando l’ok definitivo alla rimodulazione chiesta dal governo.

La revisione da 14 miliardi di euro servirà a portare a termine l’attuazione del piano nei tempi previsti, dando anche modo di far vivere una parte delle risorse oltre la scadenza di agosto 2026.