L’iniziativa ricalca, in modo ancora più severo, quanto già messo in atto da Dazn lo scorso ottobre

Lautaro Martinez

La lotta allo streaming illegale entra in una fase nuova e senza precedenti. Non più solo il blocco dei siti o l’oscuramento dei segnali attraverso la piattaforma Piracy Shield, ma un’azione risarcitoria diretta che punta dritta al portafoglio degli utenti finali. La Lega Serie A ha infatti dato il via a una massiccia operazione nei confronti di chi ha seguito le partite attraverso piattaforme non ufficiali, segnando un cambio di passo decisivo nella strategia di tutela dei diritti televisivi.

«Stiamo inviando duemila lettere nelle quali chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali», ha annunciato Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, in un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore. Secondo l'ad di via Rosellini, questo passaggio è diventato necessario per far capire chiaramente che non esistono più zone grigie e che l'utente finale non è più invisibile alle autorità.

L'obiettivo dichiarato non è la censura, ma la protezione delle infrastrutture digitali affinché non vengano utilizzate per attività illecite. De Siervo ha sottolineato come la pirateria online sia un'industria che muove miliardi di dollari, un business criminale che non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione ma che riguarda esclusivamente profitti enormi costruiti sul furto di contenuti. La collaborazione dei fornitori di infrastrutture è considerata fondamentale per bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato.