Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il processo di primo grado per l’omicidio di Nada Cella si chiude con due condanne: 24 anni ad Anna Lucia Cecere per il delitto, mentre Marco Soracco è stato condannato a 2 anni per favoreggiamento

Non l’ergastolo, come aveva chiesto la pm Gabriella Dotto, tuttavia per Anna Lucia Cecere è giunta la condanna: 24 anni per l’omicidio di Nada Cella avvenuto nel 1996. Condanna a 2 anni anche per Marco Soracco - ne erano stati chiesti 4 - imputato con l’accusa di favoreggiamento.

Si chiude così, per il momento, uno dei cold case più noti della storia italiana. Nada Cella era una 25enne segretaria nello studio di commercialista in via Marsala a Chiavari. La giovane venne uccisa proprio all’interno dello studio, il 6 maggio 1996, un sabato. Colpita alla testa con un corpo contundente mai ritrovato, il suo caso è rimasto irrisolto fino a che non sono emerse le indagini della criminologia Antonella Pesce Delfino, peraltro minacciata al telefono dall’imputata. La stessa criminologa ha detto alla lettura della sentenza: “Oggi non dobbiamo festeggiare, perché è morta una ragazza giovanissima di 25 anni, è morto suo padre di dolore, la mamma Silvana è stata condannata a un ergastolo per trent'anni. Non c'è niente di cui gioire. C'è da dire: la giustizia ce l'ha fatta con trent'anni di ritardo, con tante difficoltà. È stato faticosissimo, ma ce l'abbiamo fatta, ce l'ha fatta una procura eccezionale”.