CITTADELLA (PADOVA) - Primo verdetto per il decesso di Helen Comin, la 50enne di Cittadella, madre di quattro figli, morta il 10 settembre 2024 dopo un intervento di sostituzione delle protesi mammarie alla clinica estetica "DiViClinic" di Castelfranco Veneto (Treviso).

Antonio Di Vincenzo, chirurgo plastico ed estetico nonché direttore del centro medico castellano, ha patteggiato una pena di otto mesi di reclusione (con sospensione condizionale): un accordo con il pubblico ministero Giovanni Valmassoi, titolare del fascicolo, ottenuto dopo il risarcimento al marito e ai figli della vittima con un assegno da 30mila euro ciascuno. È stato invece rinviato a giudizio l'anestesista Fabio Toffoletto, 65enne di San Donà di Piave, ex direttore dell'unità di anestesia e rianimazione e del dipartimento area critica dell'Usl 4 Veneto Orientale. Il professionista è chiamato a rispondere anche del reato di falso ideologico: secondo gli inquirenti non ha indicato nella cartella clinica della paziente la somministrazione di due farmaci, nello specifico il Sufentanil e il Propofol, che associati avrebbero creato un mix letale per la 50enne. Il processo inizierà il prossimo 21 ottobre davanti al giudice Mabel Manca.