SACILE (PORDENONE) - Nel Giardino della Serenissima succede. Capita ogni tanto, al vero anche piuttosto frequentemente, di incappare in persone che, di propria spontanea volontà e in solitaria, decidono di ripulire una piccola fetta di quel Giardino che, come purtroppo si vede, talvolta non è proprio un'aiuola immacolata. Talvolta è, come dire, la loro pertinenza, come accadde per la signora devota che, a due passi dal Duomo, si prende cura di ramazzare la zona della chiesa già di primissima mattina e con qualsiasi tempo.

Nel recente passato è emerso poi l'ex ferroviere comunista, che sgombera il camminamento di alcune aree verdi minori, o la residente che di tanto in tanto, quando ne ha abbastanza di carte e cartacce, raccoglie le immondizie sulla direttrice che collega la chiesa di San Odorico al camposanto. Ancora più recentemente il Gazzettino ha scoperto un'artista che, non solo ripulisce dalle foglie il parchetto a lato di via Carducci, ma poi le usa per comporre piccoli pensieri artistici, che lascia in visione in mezzo al verde.

Da qualche mattina capita, invece, di notare una giovane donna che, armata del classico bastoncino a pinza, raccoglie cartacce e quant'altro dalle piccole aiuole. A inizio settimana ha ripulito così, di mattina, e nonostante le rigide temperature, lo spazio verde ad aiuola che si trova di fronte all'ospedale. Si chiama Anna, ha 34 anni, e un desiderio, anzi due: vedere la sua città un po' più decorosa e organizzare per questo una "cellula" sacilese dell'associazione Plastic Free. Si tratta di una realtà già attiva in altre zone del Pordenonese. Organizza giornate in cui i volontari, ma possono partecipare tutti, si ritrovano, prendono di mira un'area più o meno vasta e la ripuliscono di tutto ciò che trovano e che non dovrebbe esserci. Anna, qualche giorno fa, era da sola, ma forse ha già trovato chi condivide la sua idea, dato che ieri ci è giunta segnalazione di una coppia di persone che rastrellava con il bastone a pinza alcune aree verdi della città. «Tu sei di Sacile?» «Si, abito non lontano da qui e infatti, prima dell'area dell'ospedale, ho fatto un passaggio al monumento ai Caduti e, prima ancora, davanti casa mia».