ATorino nasce Francesissimo, il festival dedicato alla letteratura e alla cultura francesi, progetto speculare e complementare a Italissimo, che da oltre dieci anni porta a Parigi la letteratura e la cultura italiane. Per tre giorni, dal 30 gennaio all'1 febbraio, Torino ospita incontri, letture e proiezioni cinematografiche pensati per favorire il dialogo tra il mondo culturale d'oltralpe e il pubblico italiano. Molto atteso lo scrittore algerino Boualem Sansal, per la prima volta in Italia dopo la scarcerazione. La grande apertura con Daniel Pennac e a seguire tante voci: Jean-Baptiste Andrea, Adela'de de Clermont-Tonnerre, Maylis Besserie, Adrien Bosc, Hemley Boum con Nadeesha Uyangoda, Marie Vingtras con Monica Aciton. Progetto della Fondazione Circolo dei lettori e del Consolato generale di Francia a Milano, ideato e diretto da Fabio Gambaro, si svolge tra il Circolo dei lettori e delle lettrici, il Cinema Massimo, l'Alliance Française Torino e la Biblioteca civica Centrale.
Con Francesissimo, la Fondazione Circolo dei lettori, il Consolato generale di Francia a Milano e l'Institut Français Italia confermano il loro impegno nella promozione del dialogo culturale tra Italia e Francia: «In Italia l'interesse per la letteratura francese cresce di anno in anno. Diversi scrittori d'oltralpe si ritrovano in vetta alle classifiche e gli editori italiani traducono sempre più spesso titoli dal francese. Francesissimo nasce proprio per far conoscere meglio la ricchezza e la diversità della scena letteraria francese contemporanea. Non solo gli autori già noti ma anche le più interessanti nuove leve, per un dialogo proficuo con il mondo culturale italiano» spiega l'ideatore del festival Fabio Gambaro. «Francesissimo è un viaggio nella letteratura di lingua francese, il nostro modo di portare Parigi a Torino e di rinnovare il legame della nostra città e della nostra comunità di lettrici e di lettori con la Francia. Il festival segnerà il ritorno in pubblico di Boualem Sansal, cosa di cui siamo felicissimi ed emozionati» commenta Giuseppe Culicchia, direttore della Fondazione Circolo dei lettori.






