Da metà ottobre a oggi, 583.449 pugliesi hanno contratto un'infezione respiratoria acuta. Nell'ultima settimana del 2025 e nei primi giorni del 2026 – dal 29 dicembre al 4 gennaio – i contagi sono stati 83.450. I dati arrivano dal sistema RespiVirNet dell'Istituto superiore di Sanità, che monitora l'andamento epidemiologico attraverso una rete di medici di famiglia e pediatri distribuiti sul territorio regionale.

Il rapporto, approvato il 12 gennaio scorso, considera infezioni respiratorie acute tutti i casi con sintomi a insorgenza improvvisa accompagnati da almeno una manifestazione tra tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria o naso che cola. Spetta al medico la valutazione clinica finale.

La situazione appare critica: la Puglia si trova nella fascia di "intensità molto alta", con 21,54 casi ogni mille assistiti. Questa classificazione scatta sopra i 19,61 casi per mille; sotto questa soglia, l'intensità è considerata media (17,43), bassa (13,35) o basale (7,22). Rispetto alle stagioni 2023-2024 e 2024-2025, l'incidenza attuale segna un netto peggioramento.

Non c'è solo l'influenza dietro questi numeri. Nell'ultima settimana dell'anno sono stati identificati 1565 virus respiratori diversi: il 49,9% sono rinovirus, l'11,3% adenovirus, il 7,1% virus parainfluenzali e altrettanti coronavirus umani (escluso il Sars-CoV-2). Seguono il virus respiratorio sinciziale al 6,4%, gli enterovirus al 6,4%, il Sars-CoV-2 al 5,7%, il bocavirus al 5,5% e lo 0,7% di metapneumovirus.