Non c’è classifica dei borghi più belli e suggestivi d’Italia che non citi Tirano, in provincia di Sondrio. Un luogo fiabesco sul quale si sta per abbattere un ciclone: le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
L’INCHIESTA
Olimpiadi Milano-Cortina 2026, la cabinovia sulle Tofane l’ultima sfida alla montagna
L’insostenibile viabilità della Valtellina
A 200 chilometri da Milano e a 300 da Cortina, nel cuore della Valtellina, Tirano fino adesso era famoso per ospitare la stazione di partenza del Trenino rosso del Bernina, ferrovia storica alpina dichiarato Patrimonio Unesco che arriva fino a Saint Moritz. Un piccolo convoglio a basso impatto ambientale che sale a oltre 2 mila metri e che in autunno prima di vedere i ghiacciai attraversa boschi di faggi, abeti, larici colorati di rosso, arancione, giallo. Una meta per appassionati del turismo lento e sostenibile Tirano, visto che gli unici momenti di overtourism sono gli arrivi dei pellegrini diretti al Santuario della Madonna. Fino ad ora. Sì, perché tra palazzi antichi e i vigneti del Nebbiolo di montagna, da tre anni la vita del paese è alterata dai cantieri aperti in mezzo a boschi, prati e vecchie malghe. Dagli organizzatori, dagli amministratori della Regione Lombardia e anche dai manager della società Simico Spa, la società responsabile delle realizzazione delle opere olimpiche, questo piccolo paese di montagna di 8 mila residenti viene considerato “cruciale” per i Giochi che si terranno in Lombardia.






