«Non ce l'ho, ma se avessi avuto la possibilità di dare all'Ucraina i mezzi per impedire a tutte quelle bombe di cadere, gliel'avrei data». Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nelle comunicazioni alla Camera sul decreto legge Ucraina sottolineando che «non mi sarei sentito in colpa, perché non esistono mezzi buoni e cattivi, ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo.

Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa. Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso», dice Crosetto.

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Poi ribadisce il sostegno all’Ucraina perché «interromperlo significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita. Vi è un elemento che non possiamo ignorare: la macchina militare russa continua a crescere. Più uomini, più mezzi, più munizioni. Una capacità industriale sempre più orientata allo sforzo bellico. La Russia sta diventando un Paese in guerra perenne», dice. Ma i banchi della Lega sono semivuoti.